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15 maggio 2010

Mutui una giungla di possibilità

Cos’è un mutuo.
E’ un contratto di prestito disciplinato dall’articolo 1813 del codice civile, che consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto (mutuante) a un altro soggetto (mutuatario).
In genere, l’utilizzo più diffuso è quello per l’acquisto della casa.
L’importo massimo finanziabile equivale all’80% del valore sul mercato dell’immobile, anche se – in caso di ulteriori garanzie – si può ricevere fino al 100%. La durata varia da un minimo di 5 anni e arriva a soluzioni fino a 40 anni.


Come si ottiene.
Basta recarsi in banca, manifestando l’interesse ad acquistare un immobile di valore uguale o superiore all’importo di cui si richiede il finanziamento.
A fare da discriminante per ottenere il prestito sono le capacità economiche, per quanto la banca si garantisca da eventuali insolvenze iscrivendo un’ipoteca sul bene.

I lavoratori dipendenti devono presentare una dichiarazione del datore di lavoro che ne attesta l’anzianità di servizio insieme all’originale dell’ultima busta paga e alla copia del modello Cud (in alternativa, modello 730 o “unico”). I liberi professionisti hanno invece necessità del modello “unico” corredato dall’estratto della Camera di Commercio o, in caso di professionista, dall’attestato di iscrizione a un albo. Per tutti, è necessario presentare anche il certificato di nascita, il certificato di stato civile oppure l’estratto dell’atto di matrimonio, la copia del “compromesso” di vendita, la planimetria dell’immobile, la copia del certificato di abitabilità, la copia dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile.


Tasso fisso o variabile.
La tipologia di mutuo dipende da due parametri: il tasso di interesse applicato e la modalità di rimborso.
Un mutuo è “a tasso fisso” quando questo viene calcolato al momento del contratto e rimane invariato per l’intera durata, mentre è “a tasso variabile” se viene modificato periodicamente (in genere ogni tre, sei o dodici mesi) sulla base della cosiddetta indicizzazione, ovvero un meccanismo che collega il tasso a qualche indice economico aumentato di una determinata percentuale.

Esistono poi i mutui “a tasso strutturato o misto”, quando permettono di modificare il tasso di interesse (scegliendo tra fisso e variabile) a scadenze e condizioni stabilite nel contratto; quelli a “tasso capped rate”, ovvero con un tasso variabile che ha un limite massimo predeterminato oltre il quale non potrà mai salire; quelli “a tasso bilanciato”, composti da una parte a tasso fisso e una a tasso variabile.

source CLUB3 VIVERE

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