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3 maggio 2010

Il Principe vince un altra battaglia per una citta’ a misura d’uomo

Doveva essere la solita serie di torri vetrate, grattacielozzi si acciaio e vetro sperduti nel mezzo di un verde di risulta.
Il solito progetto nostalgico degli anni 60 del secolo passato.
Il solito omaggio alle utopie fallimentari del XX secolo e il solito scempio di un contesto urbano dove corpi estranei s’incuneavano senza alcun rispetto per le forme, i rapporti, i materiali, le caratteristiche di un ambiente urbano.


L’area di Chelsea Barracks doveva fare la stessa fine di tante aree di Londra o della banlieue attorno Parigi, o attorno a Roma, o attorno a Milano. Il centro di Londra doveva essere stravolto, ancora una volta, dall’ennesimo scempio nell’indifferenza generale.

Invece, per una volta, qualcosa è andato storto.
Nonostante il progetto per le torri di vetro fosse firmato da Lord Rogers of Riverside, il Principe di Galles ha iniziato una battaglia per salvare Chelsea e proporre un’alternativa urbana, eco-compatibile, a misura d’uomo.
source La città che vorrei

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