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8 aprile 2010

Cedolare sugli affitti e Iva regionale
Il piano del federalismo fiscale
Meno tasse allo Stato, addizionali Irpef raddoppiate, un’imposta regionale, che per ora resta l’Irap, da modulare per favorire gli investimenti sul territorio.
Poi la cedolare secca al 20% sugli affitti da pagare ai Comuni, la riforma dell’imposta di registro, la semplificazione delle accise e degli altri mille tributi locali che gravano sui cittadini. Non è la riforma fiscale promessa dal governo, ma l’effetto del federalismo che avanza, i risultati delle prime ipotesi su cui stanno lavorando i tecnici dell’esecutivo e che presto arriveranno sul tavolo della Commissione paritetica tra Stato, Regioni ed enti locali, al lavoro sui decreti attuativi della riforma varata dal Parlamento l’anno scorso.
«Una partita — spiega il Presidente della Commissione, Luca Antonini— da oltre 200 miliardi di euro».
Secondo alcune stime l’aliquota al 20% sugli affitti non creerebbe un buco nel gettito dello stato, perché la «flat tax» favorirebbe l’emersione del nero. Affidare la tassa sulle locazioni ai comuni consentirebbe inoltre una lotta sicuramente più efficace, condotta quasi porta per porta, contro l’evasione fiscale.
E per lo stesso principio, una delle ipotesi che si stanno prendendo in considerazione è quella di aumentare in linea generale il premio che i Comuni incassano sull’evasione da loro scoperta ( oggi è il 30%).
Sempre ai Comuni potrebbe essere trasferita la titolarità dell’Imposta di registro (vale da sola 6 miliardi l’anno), che andrebbe prima riformata, rendendola telematica.
Con l’annesso e pregevole vantaggio di cancellare milioni di adempimenti cartacei.
source CORRIERE DELLA SERA.it

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