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2 dicembre 2009

A Dubai si sogna ancora mentre il mondo ha paura

I venti di crisi non arrivano nell'Emirato: negli hotel tutto esaurito

Certo al di là del mare c’è Wall Street che cade, le Borse europee che ballano, quelle asiatiche che già domani potrebbero subire un’altra doccia fredda.
Ma qui, dalla lounge tutta vetri, teak e pelle del Burj El Arab -l’albergone a forma di vela e ben sette autoproclamate stelle, che del miracolo dell’Emirato è il simbolo più noto - la crisi proprio non si vede.


Siamo davvero nel cratere del vulcano che minaccia ancora una volta la finanza mondiale?
Qui di rovente al momento c'è solo la temperatura che alle soglie di dicembre spinge a bermuda e canottiere.
Per il resto «business as usual».
Anzi di più, visto che la desolata Suzy all'ingresso spiega che «no, mi dispiace, per un drink sulla terrazza panoramica proprio non c’è posto.
Oggi e fino a domani sera alle dieci non abbiamo più un buco libero», nonostante i prezzi non proprio popolari: 270 dirham, più di 50 euro, per un cocktail e qualche stuzzichino con vista sulla vita da ricchi: spiagge bianche, grattacieli e - ovviamente - isole artificiali.

LA STAMPA.it

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