ricerca immobili

24 luglio 2009

Nomisma: mercato immobiliare, calo prezzi e compravendite

Alla conferenza stampa di presentazione del II Rapporto sul mercato immobiliare tenutasi ieri nella sede Nomisma di Bologna è stato confermato che il mercato immobiliare nel primo semestre 2009 ha proseguito la fase calante iniziata lo scorso anno e secondo le previsioni dell’istituto di ricerca bolognese alla fine dell’anno le compravendite saranno pari a 600mila, il 12,5% in meno rispetto il 2008 (che ha chiuso con 686mila, il 14,9% in meno rispetto il 2007).

Non solo, i prezzi delle abitazioni già calati su base annua del 3,5% a dicembre potrebbero risultare più bassi del 6-8% rispetto all’anno precedente mentre il giro di affari dovrebbe attestarsi a fine anno attorno ai 110 miliardi di euro (-16,9%), come in contrazione anche il numero delle compravendite, previsto in calo del 12,5% a 600 mila unità.

Nomisma però prevede che, dopo un 2009 ancora orientato alla flessione del mercato, nel 2010 si dovrebbe registrare un certo miglioramento rispetto alla situazione attuale, ma con valori e contratti ancora in tendenziale flessione. Tutto questo in stretta correlazione con la ripresa di fiducia da parte delle imprese e delle famiglie che, assieme alla sperata stabilizzazione del mercato finanziario, potrà costituire il volano per il riavvio del quadro macroeconomico e del mercato immobiliare.
Dal 2011 invece l’intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere, accompagnando la crescita prevista per l’economia del Paese.

Nonostante il quadro di incertezza del sistema economico e finanziario nazionale ed internazionale, si riaccende però l'interesse nei confronti dell'investimento nel mattone, da sempre considerato il "bene rifugio" . La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un'abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (circa 3,5 milioni di famiglie che diventano oltre 7 se si aggiungono anche quelle "poco interessate"), una cifra notevole se si considera che nell'ultimo anno sono state stipulate poco meno di 700 mila compravendite.

La motivazione per l'acquisto dell'abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), seconda casa (8,6%), mentre è in forte ascesa la spinta all'investimento le compravendite effettuate per investimento, erano poco meno del 12% l'anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17% con un incremento di circa il 40%.

Chi acquista una abitazione, negli ultimi mesi, lo fa sempre più attraverso mezzi propri: si tratta quindi, di risorse finanziarie che vengono distolte dall'investimento azionario, obbligazionario e del risparmio gestito, per andare ad alimentare il settore immobiliare, per cercare di "mettere al sicuro nel mattone i propri risparmi", vista anche la politica di restrizione del credito operata dagli istituti bancari.

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