Si vende poco, con tempi lunghi e a prezzi alti: le dinamiche descritte dall'OmiL'Agenzia del Territorio pubblica l'analisi statistica
A Bari e in Puglia il mercato immobiliare langue: il dato arriva dalla pubblicazione semestrale OMI (osservatorio mercato immobiliare) dell'Agenzia del territorio che studia il rapporto tra il numero delle transazioni immobiliari e gli stock delle case disponibili oltre alle quotazioni degli immobili, intersecando i dati catastali, le valutazioni delle agenzie immobiliari e i dati dell’anagrafe tributaria.
“Dal 2006 ad oggi per la provincia e in particolare il Comune di Bari ci sono variazioni percentuali negative, acuite nell'ultimo periodo – spiega il capo dei servizi tecnici dell'agenzia territoriale di Bari Francesco De Santis. - La contrazione delle compravendite è sensibile, l'ultimo dato rilevato sottolinea un meno 15,91% delle compravendite su Bari città”. Si vende poco e c’è bisogno di tempo per vendere, e i baresi si orientano mediamente su case di nuova costruzione o con 15-20 anni di anzianità. Una casa troppo vecchia infatti rischia di essere svalutata troppo presto.
L’intensità del mercato immobiliare vede Bari all’1,9%, percentuale bassa e segno tangibile della stasi del mercato, con 14.916 transazioni per il 2008 nell’intera provincia, 2.748 solo a Bari. Gli incrementi maggiori delle vendite sono stati registrati dall’Osservatorio Immobiliare nei comuni di Casamassima, Turi, Cellamare e Binetto, mentre diminuisce l’appeal di Adelfia, Bitritto, Modugno e Triggiano, che possono vantare volumi di nuove costruzioni non indifferenti, ma a prezzi che superano spesso i 250 mila euro ad appartamento (90 metri quadri).
A Bari città, divisa per la rilevazione dell’OMI in 25 zone omogenee per tipologia degli immobili, nel 2008 ha visto 442 compravendite registrate nella zona del Policlinico, 387 al Libertà, 317 a Poggiofranco, 248 a Palese e 227 tra Carbonara, Ceglie e Loseto. Diverse le dinamiche: nel primo caso è l’alto tasso di presenza di servizi a generare le compravendite, al Libertà invece si vendono soprattutto case vecchie. Per Palese e Poggiofranco vale la regola della signorilità degli stabili o anche delle ville presenti sul territorio. A Carbonara invece fa gioco la presenza di nuove costruzioni, vendute anche a 3 mila euro al metro quadro, quando invece la media di riferimento per il II semestre 2008 si aggira per Bari città sui 1.724 euro. (Per le valutazioni al metro quadro basta cliccare sul sito dell'Agenzia del Territorio).“La nota territoriale semestrale fa il punto sulle dinamiche di mercato – ga ricordato Vincenzo Mele, direttore regionale dell’Agenzia del Territorio -. La nostra attenzione è rivolta a tutto ciò che accade tra catasto, ex conservatoria e agenti immobiliari. Lo scopo è di rendere il mercato più trasparente. L'andamento che registriamo a Bari non è dissimile da quello che accade nel resto della Puglia e dell'Italia. Inoltre – ha concluso Mele - abbiamo in questi mesi avviato delle campagne di accatastamento, sono troppi gli immobili nascosti tra la Murgia e il mare”.
0 commenti:
Posta un commento
Benvenuti, IMMOBILMENTE è anche la tua voce, fatti sentire...
Chiunque ritenga di sentirsi in qualche modo danneggiato dalla presenza di link al proprio sito può chiedere la rimozione dei link o la modifica degli stessi, anche con una semplice e-mail a hardwaristaesoftwarista@hotmail.it