ricerca immobili

27 giugno 2009

Pirelli Re in un castello da 13 miliardi di debiti




Walter Galbiati
MILANO - Un groviglio di finanza. Il prospetto informativo dell' aumento di capitale della Pirelli Real Estate, la controllata della Bicocca che opera nel settore immobiliare, è lo specchio di quella finanza, basata sulle "operazioni a leva", che ha messo in ginocchio i mercati di mezzo mondo. E mostra come le banche d' affari abbiano soffiato, a turno, sui business delle aziende pur di portare a casa laute commissioni. Un collage di debito, in genere molto elevato, e di capitale proprio, il meno possibile, che ha permesso a gruppi come Pirelli di comprare immobili in giro per l' Italia e l' Europa. I debiti sono garantiti dagli immobili e dagli affitti di chi li usa, ma se il valore di mercato crolla o gli affittuari falliscono, il castello di carte inizia a scricchiolare. Ebbene, dal prospetto pubblicato ieri sull' aumento di capitale da 400 milioni di euro, emerge che le banche, soprattutto Morgan Stanley, Goldman Sachs e Deutsche Bank, hanno costruito insieme con Pirelli Re veicoli societari fuori bilancio con in capo un debito finanziario netto di 12,8 miliardi di euro e con un patrimonio che ne garantisce solo il 30%. Di questi debiti, ben 3,6 miliardi sono di competenza di Pirelli. Certo, si tratterà pure di un debito non garantito da Pirelli Re (è non "recourse", in gergo), ma il caso Arcandor è lì a dimostrare come il sistema possa velocemente indebolirsi. Il gruppo tedesco che opera nella grande distribuzione con la catena Karstadt ha chiesto il fallimento e non ha pagato ai fondi Highstreet (51% Goldman Sachs e 49% altri, tra cui Pirelli Re per il 24,6%) gli affitti di maggio per gli immobili in utilizzo. Pirelli rischia di perdere il capitale investito (solo 60 milioni), ma Highstreet per comprare quegli immobili ha contratto debiti con finanziatori (risparmiatori e altri) per 3,5 miliardi di euro. Senza gli affitti, grazie ai quali avrebbero dovuto ripagare l' acquisto, i fondi rischianoa loro volta il fallimento. Gli immobili dovrebbero essere lì a garanzia, ma non è detto che una volta messi sul mercato ci sia qualcuno disposto a riconoscere il valore che attribuiscono gli esperti indipendenti. Il patrimonio dei fondi e dei veicoli partecipati da Pirelli è valutato 16,6 miliardi di euro, abbastanza per coprire debiti per 12,8 miliardi. Ma rimarrà tale in caso di fallimenti a catena? Che il modello di business non funzioni più, lo dimostra il cambiamento di rotta intrapreso da Pirelli Re e lo stesso aumento di capitale, necessario per ristabilire il patrimonio del gruppo, che a fine dicembre era inferiore a quello richiesto da Royal Bank of Scotland, Unicredit e West Lb a fronte dei finanziamenti concessi. Una situazione che si è verificata anche su finanziamenti per 655 milioni concessi ai veicoli fuori bilancio. Per coprire le necessità dei veicoli, Pirelli stima un esborso di 1,1 miliardi nei prossimi tre anni.

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti, IMMOBILMENTE è anche la tua voce, fatti sentire...
Chiunque ritenga di sentirsi in qualche modo danneggiato dalla presenza di link al proprio sito può chiedere la rimozione dei link o la modifica degli stessi, anche con una semplice e-mail a hardwaristaesoftwarista@hotmail.it