ricerca immobili

17 giugno 2009

Il mercato immobiliare è in caduta libera

Segnali di rallentamento nell’andamento del mercato immobiliare lecchese.
A sottolinearlo, dati alla mano, è l’indagine compiuta dal centro studi Cresme per conto di Ance Lombardia, resa nota in questi giorni. Un esame particolarmente articolato, che ha preso le mosse dall’analisi dell’andamento del sistema demografico della Regione e delle singole provincia, evidenziando lo stretto legame fra il trend del settore immobiliare e la richiesta di abitazioni.

PER QUANTO riguarda l’edilizia residenziale il bilancio complessivo delle transazioni effettuate in provincia di Lecco per l’acquisto di abitazioni tra il 2000 e il 2008 è in crescita dell’8,6%. Ma, se non esistono sostanziali differenze fra l’andamento nel capoluogo e nel resto della provincia fino al 2005, da allora in poi si assiste ad una continua altalena di risultati, che indica, in particolare, per il 2008 una ripresa delle transazioni in città (+8,2%), a cui si contrappone una sensibile riduzione (-23,4%) delle transazioni negli altri comuni.
In termini di dinamiche di fatturato, l’indagine evidenzia un trend espansivo fino al 2007, dove raggiunge gli 800 milioni di euro, ma lo scorso anno ha perso quota, tornando ai livelli del 2004. In ambito non residenziale, la nostra provincia conferma la sua storica vocazione produttiva tuttavia, va registrata nel corso del 2008 una riduzione del numero delle transazioni: -18,2% rispetto al 2007, mitigato dall’andamento del comparto produttivo (-2,7%), che fa comunque registrare una crescita complessiva (+19%) rispetto al 2000. In termini di valore, il mercato si colloca ancora ad un livello superiore a quello del 2004, pari a 168 milioni di euro, grazie al positivo andamento registrato in particolare nel 2002, nel 2005 e nel 2007.

«I DATI PRESENTATI dal Cresme sottolineano le preoccupazioni da noi espresse già in più occasioni circa le ripercussioni della crisi dei mercati finanziari internazionali sulla nostra economia. – afferma Mario Sangiorgio, presidente di Ance Lecco – Il calo delle compravendite, sia di abitazioni che di immobili non residenziali o produttivi, ci riporta, dopo anni di crescita, ai valori del 2004. Ma alla base non vi è una saturazione del mercato: lo dimostra il fatto che Lecco sia tra i capoluoghi lombardi quello che cresce maggiormente (+4% contro una media regionale del 2,9%), ed anche la popolazione provinciale è in sensibile aumento (+6,5%). Piuttosto pesano i riflessi, reali e psicologici, della crisi economica generale e, dunque, i timori della gente verso nuovi investimenti».

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