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22 maggio 2009

Tra difficoltà e veti, grandi opere a rilento in Italia. Matteoli sblocca 2,8 mld per il tunnel del Brennero

Uno studio del Cipe conferma la difficoltà di finanziamento degli interventi: dall’avvio della legge Obiettivo al dicembre 2008 solo 4 dei mega progetti hanno superato una spesa effettiva di 500 milioni. Secondo il Cresme, di fronte alla picchiata del Pil la risposta resta il mattone. 42 miliardi equivalgono a 106 milioni di metri cubi di nuove stanze. Firmato il Memorandum per il tunnel del Brennero

(Ign) - Le grandi opere italiane vanno a rilento. E di fatto, dall’avvio della legge Obiettivo al dicembre 2008, solo quattro dei mega progetti hanno superato una spesa effettiva di 500 milioni.
A tagliare il traguardo sono infatti il Mose di Venezia (1.813,6 milioni), il Passante di Mestre (929,82 milioni), il completamento della Palermo-Messina, con un tiraggio di cassa di 966,41 milioni e il Grande raccoro anulare di Roma con 612,9 milioni. Il programma iniziale, nel 2002, prevedeva investimenti per 121 miliardi di euro.

A darne conto è il ‘Sole 24 Ore’, che sulla base di uno studio degli uffici tecnici del Cipe, conferma la difficoltà di finanziamento degli interventi. Lo scorso marzo, lo stato di attuazione della legge obiettivo mostrava che su 14.092 milioni di assegnazioni Cipe al totale delle opere, i mutui attivati erano stati pari a 8.836 milioni (il 62,7%) e quelli erogati a 2.508 milioni (28,4%).

Insomma, i dati mostrano un passo diverso tra progetti e realizzazione. E il quotidiano diretto da Gianni Riotta può notare: ''Non basta che ci sia l’acqua perché il cavallo beva. E questo vale soprattutto per le opere di maggiori dimensioni, sottoposte maggiormente alle difficoltà progettuali, ai veti del territorio''.

Quanto ai dati della Salerno-Reggio Calabria, devono ancora essere aggiornati; al momento l’opera è coperta per 7.534 milioni, pari al 78% del costo totale e ha ricevuto due mutui per circa due miliardi, con un importo effettivamehte erogato del prestito a 697 milioni.

Ecco la speciale ‘classifica’ e i dati delle 10 opere a maggior tiraggio: per il Mose di Venezia, a tutto il 2008 sono stati spesi 1.813,60 milioni di euro, ovvero il 42,5% rispetto al costo di 4.271,63. Per il completamento dell’autostrada Palermo-Messina, spesi 966,41 mln, il 91,6% rispetto al costo totale di 1.055,43. Per il Passante di Mestre spesi 929,82 mln di euro, l’82% rispetto al costo di 1.134,56. Per il Gra, spesi 612.90 mln, il 100% rispetto al costo appunto di 612,90.

Per l’autostrada Catania-Siracusa località Passo Martino, a tutto il 2008 sono stati spesi 455,85 milioni di euro, pari al 62,6% del costo fissato in 728,33 mln. Per la Metropolitana Brescia tratta Prealpino –S. Eufemia, spesi 398,09 mln, il 59,7% rispetto al costo totale di 666,91. Quanto alla Metropolitana di Roma, linea C tratte T2, fino all’anno scorso sono stati spesi 335 mln, l’11% rispetto al costo di 3.047.00.

Per il collegamento Alifana – linea 1 Metropolitana di Napoli, spesi 363,10 mln, il 69,7% rispetto al costo di 520,69. Per l’Accesso stradale Fiera Milano – realizzazione viabilità, spesi a tutto il 2008 314,42 milioni di euro, il 93,4% rispetto ai 336,56 previsti nel costo totale. Infine, per la S.S. 106 megalotto 2 – tratto 4, sono stati spesi 308 mln, il 47,2% rispetto al costo di 652,36.

Intanto, secondo il Cresme, istituto di ricerca economica per l’edilizia, di fronte alla picchiata del Pil italiano (il 5,9% certificato venerdì dall’Istat), la risposta resta il ‘piano casa’, con investimenti aggiuntivi per 42 miliardi tra il 2009 e il 2012. Quei 42 miliardi equivalgono a 106 milioni di metri cubi di nuove stanze.

Dati che porterebbero, segnala sempre il ‘Sole 24 Ore’, un segno più all’edilizia abitativa. Si passerebbe infatti dalla caduta stimata oggi (-12,4%), con 250mila posti di lavoro a rischio, a un vero boom trainato dalla manovra che farebbe segnare un + 27%.

La tranche 2010 (il 40% dell’investimento totale), ammonterebbe a 16,8 miliardi. Il Cresme presenterà i dati mercoledì a Milano, al 14 Congresso Angaisa.

Ma l’incognita, al momento, riguarda lo stallo sul decreto legge. Le Regioni hanno chiesto l’estensione dello sgravio Irpef del 55% su tutti i lavori di adeguamento degli edifici esistenti agli standard antisismici. Il costo, per lo Stato, non è inferiore a 10 miliardi. Governo e Regioni si ritroveranno martedì al tavolo, alla ricerca di una soluzione all’empasse.

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