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4 maggio 2009

Case a Brescia nel 2008 perse 4 mila vendite

Il rapporto congiunturale dell'Ance Lombardia evidenzia la contrazione del comparto. Per la prima volta confermato anche il calo dei prezzi
Crisi strutturale: produttività investimenti e occupazione vanno giù. E le prospettive non sono incoraggianti




Giovanni Armanini

La crisi del mercato immobiliare si riflette pesantemente sulle compravendite.
Lo dicono i dati congiunturali diffusi ieri dall'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della Lombardia nel terzo rapporto sull'industria di settore a livello regionale e provinciale.

A BRESCIA nei 12 mesi del 2008 sono state vendute 16.448 abitazioni, il 19% in meno rispetto alle 20.316 del 2007: questo significa quasi 4 mila vendite in meno (3.868 per l'esattezza), per il terzo calo consecutivo (-145 nel 2006, -286 nel 2007). A livello lombardo si è passati da 169.802 compravendite a 141.544, ovvero il 16,6% in meno. Il trend al ribasso si accompagna con quelli che riassumono l'andamento di investimenti, occupazione nel comparto e, per la prima volta da quando (nel 2007) il mercato ha avuto momenti di sofferenza, anche dei prezzi degli immobili. La difficoltà di tipo finanziario è confermata anche dai dati sulle agevolazioni fiscali, in altre parole: non si compra, ma nemmeno si ristruttura. A Brescia sono state 10.216 le domande inoltrate contro le 10.235 del 2007 ovvero lo 0,2% in meno. Nel secondo semestre 2008, secondo i dati Nomisma ripresi dalla stessa Ance, il mercato immobiliare residenziale ha registrato i primi segni di rallentamento nei valori di scambio. Brescia rientra nelle 13 aree cosiddette «intermedie» (province con caratteristiche simili), dove nel corso del 2008 i valori medi sono scesi del 2,4% in termini nominali. In provincia il maggior calo stimato: -4,1% sul 2007.

IN LOMBARDIA anche l'importo dei mutui erogati per il finanziamento degli acquisti di abitazioni ha registrato una flessione: nei primi nove mesi del 2008 sono stati 10.127 milioni di euro (-6,8%). A Brescia -11,1%. Oltre il 50% del mercato mutui è milanese. Brescia, Bergamo e Varese rappresentano ognuna il 10% circa, mentre le quote delle altre province sono al di sotto del 6%. Ma sul fronte creditizio ciò che più preoccupa è che, in linea con i dati forniti anche dalle associazioni imprenditoriali, le imprese lamentano difficoltà di accesso al credito. Nel primo trimestre 2009 il 62% degli imprenditori lombardi intervistati ha evidenziato problemi nel sottoscrivere nuovi finanziamenti (a settembre 2008 erano il 35,1%). Molte aziende di costruzioni, non volendo autofinanziare i lavori, sono quindi costrette a rimandare, oppure a rinunciare all'avvio di nuovi interventi di iniziativa privata.

SI È CHIUSO in sostanza un ciclo decennale. Dal 1998 al 2007 in Lombardia gli investimenti in costruzioni sono aumentati del 26,3%, rispetto alla crescita del 17,2% del prodotto interno lordo a livello regionale. Le risorse destinate all'immobiliare l'anno scorso, pari a 25.454 milioni di euro secondo le valutazioni di Ance Lombardia, hanno mostrato una flessione dell'1,1% rispetto al 2007, che si confronta con la riduzione del 2,3% stimata a livello nazionale, del 2,4% dell'Emilia-Romagna e del 4,5% del Veneto. Un orizzonte, ma pur sempre preoccupante. Per il 2009 i risultati dell'indagine previsionale parlano di una flessione dei livelli produttivi del settore del 4,8% (più contenuto della media nazionale, -6,8%). In conseguenza di questi dati le aspettative che emergono dalle imprese in Lombardia sono orientate verso una flessione dei livelli occupazionali stimabile nel 5,1% (-1,1% lo scorso anno).

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