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31 maggio 2009

Agenzia Territorio, sperequazioni tra valore mercato e catasto

Il gettito fiscale collegato alla casa nel 2008 e' risultato complessivamente pari a 39,8 miliardi di euro, le verifiche eseguite sulle regolarità catastali degli immobili ha portato ad un incremento della base imponibile di oltre 600 milioni di euro e prosegue la sperequazione tra i valori di mercati e quelli catastali degli immobili.
Sono i dati forniti dal direttore dell'Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, nel corso di un'audizione alla Commissione Finanze del Senato.

- SPEREQUAZIONI TRA VALORI MERCATO E CATASTO
Il valore degli immobili e la loro rendita catastale restano per alcune zone del Paese molto differenti e un ancoraggio delle rendite ai reali valori di mercato porterebbe un aumento di gettito di 20 miliardi di euro. Il direttore dell'Agenzia del Territorio Gabriella Alemanno Alemanno ha evidenziato che 'l'attuale sistema di classificazione catastale degli immobili e' incardinato sui quadri tariffari delle zone censuarie, definite con riferimento ai valori di mercato del periodo 1988-1989' Il direttore del Territorio ha dunque sottolineato che 'a tutt'oggi, specialmente nei centri storici delle citta' metropolitane, continuano a rilevarsi unita' immobiliari di grande valore commerciale, censite in categorie e classi originariamente attribuite ad abitazioni popolari o addirittura ultrapopolari'. Tra il 2001 ad oggi ci sono zone - ha aggiunto - 'in cui i prezzi e i redditi sono aumentai di oltre il 70% ed altre in cui l'incremento si attestato solo attorno al 10%, mentre le rendite catastali sono rimaste invariate'.
Il direttore dell'Agenzia del Territorio ha dunque ricordato che un ancoraggio delle rendite catastali ai valori di mercato produrrebbe, secondo studi eseguiti nel 2005, 'un aumento di gettito di oltre 20 miliardi di euro'. Nel corso dell'audizione sono stati forniti anche altri dati sul patrimonio immobiliare italiano. Il 27,2% degli immobili che risultano dalle dichiarazioni dei redditi e' utilizzato come abitazione principale.
Il 17,1% degli immobili presenti nelle dichiarazioni al fisco e' utilizzato come pertinenza di abitazione. Sono il 9% sul totale gli immobili e' a disposizione. Quello locati rappresentano il 9,5%, ma il riferimento non e' al patrimonio totale ma quello che risulta sempre dalle dichiarazioni dei redditi e solo lo 0,6% di questi immobili affittati e' a equo canone. Risponde alla voce 'altri utilizzi' il 14,4%. Sono invece il 10,9% le unita' non riscontrate in dichiarazione. 'Il mancato riscontro di alcuni immobili - ha precisato Alemanno - nell'incrocio tra le banche dati catastali e delle dichiarazioni dei redditi non e', di per se', sintomo di evasione fiscale. I due universi oggetto della correlazione informativa, infatti, non hanno piena corrispondenza in quanto nascono con finalita' diverse'.

- CON VERIFICHE CATASTO +618 MLN BASE IMPONIBILE
Le verifiche eseguite sulle regolarita' catastali degli immobili (case sconosciute al catasto, case classate in maniera inferiore, case considerate rurali e che non lo sono, etc) ha portato ad un incremento della base imponibile pari a 618 milioni di euro. . 'Per l'anno 2009 - ha aggiunto Alemanno - l'Agenzia ha programmato un piano di verifiche e controlli che interessera' i soggetti intestatari degli immobili identificati' dai controlli sulle regolarita' catastali.
Il direttore dell'Agenzia del Territorio Gabriella Alemanno ha al proposito riferito che gli aggiornamenti della banca dati catastale, presentati da maggio 2008 al 30 aprile 2009 'hanno comportato un incremento di rendita pari a circa 56 milioni di euro'. La norma della Finanziaria per il 2005, che chiedeva l'aggiornamento dei dati catastali, la' dove risultavano immobili non dichiarati o con classamenti incoerenti, ha fatto si' che '594 Comuni hanno notificato 50 mila richieste di regolarizzazione e inviato numerosi avvisi bonari che hanno prodotto complessivamente 25 mila aggiornamenti della banca dati catastale'.
Per quanto riguarda invece il riclassamento catastale in alcune micro-zone, quartieri una volta popolari e ora invece con valori di mercato ben piu' consistenti, la revisione del classamento eseguita su quattro microzone centrali del solo Comune di Milano 'ha consentito - ha riferito ancora Alemannno nel corso dell'audizione - un incremento della base imponibile, costituita dalla rendita catastale, pari a circa 44 milioni di euro, con il conseguente recupero di gettito fiscale dei tributi erariali e locali. In particolare, sempre a Milano, a 1.600 abitazioni censite in altre categorie abitative e' stata attribuita la categoria A1 (abitazioni di tipo signorile). Per intenderci si tratta di case alle quali non e' stata tolta l'Ici neanche se utilizzate come prima abitazione, proprio per il loro valore.Il riclassamento ha interessato anche zone di altri 13 Comuni, tra i quali Bari e Ferrara.

- TASSE CASE VALGONO 40 MLD, ICI VALE IL 21%
Nell'imposizione fiscale complessiva sugli immobili resta l'Ici la prima tassa, nonostante il gettito complessivo sia diminuito nel 2008, rispetto al 2007, del 27% a seguito dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Al secondo posto c'e' l'Iva che vale circa il 20% dei 40 miliardi di tasse sulla casa; anche l'Irpef vale il 20%. Seguono l'imposta di registro (12%), la tassa per lo smaltimento dei rifiuti (11%), l'imposta ipotecaria a e catastale (9%). Molto inferiore invece il peso dell'imposta sull'energia elettrica (3,32%), dell'Ires sui fabbricati non strumentali (1,37%); dell'imposta sostitutiva sui mutui (0,91%), imposta di successione (0,84%), Tributo provinciale protezione ambiente (0,32%) e Invim (0,02%). L'Irap vale lo 0,12%.

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