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12 aprile 2009

Non si specula più Per ilmattone è l’ora dei grandi progetti

Le riqualificazioni urbane sostengono il mercato

Ridimensionata la finanza, al Mipim di Cannes, il più il più importante salone immobiliare europeo, sono in evidenza progetti e grandi interventi urbani.
Mentre per le città europee - Italia compresa - si parla di interventi tutto sommato contenuti nelle dimensioni, la situazione è del tutto diversa nei Paesi dell’Est o in generale extra europei. Particolare interesse hanno riscosso alcuni maxi interventi residenziali nell’area di Istanbul, poi gli interventi previsti per le Olimpiadi invernali che si terranno a Sochi. «In generale sono molto
creativi gli architetti che operano in Russia, mentre più tradizionali i progetti per Romania,
Montenegro e Bulgaria - segnala Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari e relatore al salone francese - . Un elemento che accomuna tutti i nuovi progetti è l’acqua.

In arrivo una valanga di strutturemilitari da convertire in case, uffici e alberghi
Molto belli i waterfront marini o lacuali. Dove non c’è il mare o il lago, si creano nuovi canali dove le case si specchiano e ci sono molti posti barca».
Il clima degli operatori mondiali è prudente, ma senza angosce di crisi. Tuttavia i numeri parlano chiaro: sono 18 mila visitatori contro i 29 mila dello scorso anno, con un calo del 38% rispetto alle cifre record del 2008.
Per le società italiane erano presenti un po’ tutti i vertici dei grandi gruppi, da Beni Stabili a Leonardo Caltagirone, passando per Pirelli Re e il Gruppo Cabassi.
La vera novità, pero, è stata la forte presenza degli enti locali che sempre più si caratterizzano come il cuore dello sviluppo immobiliare del territorio su cui operano. In evidenza il ministero della Difesa che ha presentato qui il suo piano di alienazione: decine di immobili, tra cui alcune ex caserme, potrebbero trasformarsi in hotel di lusso. Entro sei mesi partiranno le prime dismissioni di caserme, forti e arsenali. «Il programma riguarderà circa il 50% degli immobili del ministero - ha detto il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto - strutture dalle differenti caratteristiche
che consentiranno diverse tipologie di utilizzo.
Si va da edifici riconvertibili a usi civili, come il residenziale o il direzionale, a usi industriali o turistico-alberghieri.
Il ministero della Difesa non chiederà ai privati soldi in cambio degli edifici ma investimenti edilizi, altre realizzazioni, ad esempio costruendo abitazioni per il personale militare». Torino, al centro di una profonda trasformazione urbana, ha illustrato i principali progetti infrastrutturali in corso: la seconda linea della metropolitana, la metamorfosi delle ex aree Alenia e Fiat Avio, l’evoluzione dell’area di Mirafiori e lo scalo Vanchiglia.
Oltre alla Regione, alla città di Torino, alla Camera di Commercio e a Finpiemonte, erano presenti quattro importanti imprese di costruzioni: Dega, Gefim, Impresa Rosso, Zoppoli&Pulcher.
Anche a livello internazionale, sono saliti alla ribalta gli enti territoriali come le città di Parigi che ha tentato il rilancio dei progetti del quartiere della Defense, o Madrid che deve fronteggiare
il tracollo del settore edilizio spagnolo.
Nel segno dell’austerity, è apparsa ridimensionata la forza dei grandi sviluppatori russi e dei Paesi arabi anche se proprio dal Mipim il gruppo moscovita Hermitage ha svelato il progetto di due nuovi grattacieli firmati Norman Foster.
Il mercato italiano, in questa fase di crisi generalizzata, si mantiene comunque attivo e può ancora svilupparsi lungo tre direttrici: «Il residenziale, le abitazioni di pregio e il terziario di qualità - spiega Mario Breglia -. Nel complesso, l’investimento in Italia mantiene un basso profilo
di rischio anche perché da noi i prezzi sono sempre cresciuti nel tempo, con poche interruzioni,
ma senza gli eccessi di altri Paesi».

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