ricerca immobili

6 aprile 2009

Il mercato in 10 punti

1. I prezzi degli immobili nelle 13 città intermedie mostrano le seguenti performance annue: -2,2% abitazioni nuove, -2,4% abitazioni usate, -1,5% uffici, -2% negozi, -1,9% capannoni e +0,9% i box e garage. E’ la prima variazione negativa incontrata dal 1998 ad oggi.

2. Nel II semestre 2008, nelle 13 grandi aree urbane, i prezzi delle abitazioni sono calati in media
del -1%; per uffici e negozi si registrano ancora lievissimi incrementi semestrali dei prezzi pari
rispettivamente al +0,3% e +0,4%. Nel 2008, i prezzi sono cresciuti dell’1,1% per le abitazioni,
del +3,3% per gli uffici, del + 4,1% per i negozi e del 4% per i capannoni industriali.

3. Nelle 13 città intermedie, i tempi di vendita degli immobili sono aumentati ulteriormente e si
sono portati a 6,1 mesi per le abitazioni (5,7 se si tratta di una abitazione nuova), 7,4 mesi per
uffici, 6,7 per negozi tradizionali, 7,1 mesi per capannoni industriali e 4 mesi per i box auto e
garage. I tempi di vendita al Sud sono mediamente più contenuti rispetto a quelli nel Centro-
Nord.

4. Nelle città di grandezza intermedia, anche gli sconti applicati all’atto della compravendita sono
cresciuti e si assestano al 12,5% per le abitazioni (ma si limitano all’8,8% se l’abitazione è nuova),
all’11,8% per gli uffici, all’11,1% per i negozi tradizionali, al 10,7% per i capannoni industriali e al
5,9% per i box auto. Al Sud, gli sconti sono più elevati rispetto al Nord.

5. Nel 2008 le compravendite di abitazioni sono state 686.587, in calo del 15,1% rispetto al 2007. Si è tornati, così, sui livelli di inizio anni 2000. La flessione è stata più decisa, però, nel IV trimestre del 2008, segnando un -17,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima. La riduzione delle compravendite è meno accentuata nelle aree metropolitane e nei capoluoghi di provincia, denotando una maggiore debolezza nei mercati di secondo livello. Le compravendite di uffici diminuiscono del -15,5%, quelle dei negozi del -11,7%, mentre gli immobili produttivi mostrano una migliore tenuta segnando una riduzione del -8,7%. Per tutti i comparti considerati, la flessione dei volumi è più marcata nell’ultimo trimestre dell’anno.

6. Le compravendite di abitazioni effettuate da persone fisiche accompagnate da mutuo
ammontano a 271.175, in calo di 100.000 rispetto all’anno precedente (-26,8%). Si riducono,
quindi, con maggiore intensità le compravendite con mutuo rispetto a quelle finanziate da capitale proprio. Ora le compravendite con mutuo rappresentano il 42,7% di quelle totali (relative a persone fisiche), quando un anno fa tale quota era del 49,4%.

7. La riduzione tendenziale del fatturato del mercato immobiliare (dato dal numero di
compravendite e dai prezzi dei beni immobili compravenduti) è stimata nel 14,2% tra il 2007 ed il 2008, per lasciare sul terreno un altro 12,2% fra il 2008 ed il 2009. Così, il mercato, dai 138 mila miliardi di Euro del 2007, se continuano le condizioni attuali, potrebbe ridursi a circa 104 mila nel 2009.
A tale riduzione del valore del mercato immobiliare, si vanno ad aggiungere le stime di flessione
degli investimenti in costruzione, pari al -2,3% per il 2008 cui potrebbe seguire un -6,8% per il
2009.







8. Le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni sono diminuite, ma nel 2008 si viene
pressoché a triplicare, rispetto al 2007, la quota di mutui per sostituzione, mentre si raddoppia in
termini di capitale erogato. Il leasing immobiliare diminuisce del 34% nel 2008, con uno stipulato
di 15,1 miliardi di Euro.

9. La capitalizzazione di società immobiliari quotate e di fondi immobiliari quotati ammonta
a circa 4,5 miliardi di Euro, il 55% in meno rispetto ad un anno fa ed il 71% in meno rispetto al
picco del 2007. In particolare, la capitalizzazione dei titoli ad oggi rappresenta il 15% di quella di
due anni fa.

10. Per il 2009 si prevedono ancora riduzioni dei prezzi nell’ordine del 7-8% per le abitazioni e gli
uffici, mentre per i negozi entro il 5%. Il 2010 dovrebbe essere lasciare sostanzialmente invariati i valori di abitazioni e uffici con un recupero un po’ più elevato dell’inflazione per i negozi.

Fonte: Elaborazioni e stime Nomisma su dati Nomisma ed Agenzia del Territorio

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