ricerca immobili

21 marzo 2009

Vendesi il paradiso per 34 milioni di euro

Villa Altachiara. Trattata dall’agenzia milanese del lusso: 40 stanze, 30 mila metri di parco, eliporto e vista su Portofino


Il paradiso si compra nel cuore di Milano, tra via della Spiga e via Montenapoleone, dove circolano angeli biondi con le ali invisibili e le gambe lunghissime.

Il paradiso costa 34 milioni di euro e lo trovi a Portofino. Per gli infedeli è Villa Altachiara, già residenza della contessa Francesca Vacca Agusta: una notte di pioggia la contessa scavalcò il muretto del parco, non si è mai capito bene perché, e scivolò giù dalla scogliera. Era l’8 gennaio 2001.

«Gli infissi sono deteriorati», avverte San Pietro, pardon il responsabile dell’agenzia che tratta la vendita (il top, a Milano, quando si vuole acquistare un immobile di valore). Ma come: il paradiso con gli infissi deteriorati? «Inevitabile, l’esposizione...». Mare a strapiombo da una parte, mare a strapiombo dall’altra, cambia solo il panorama che a occidente prevede l’orizzonte e a oriente il borgo magico di Portofino. Va da sé che la salsedine corrode. E che le persiane con le doghe alla genovese vanno rifatte ogni due o tre anni, mica si possono mettere quelle di alluminio in paradiso.

Per il resto è un affarone. Mille e duecento metri quadrati di superficie calpestabile, un parco di trentamila, altri duecento nella foresteria separata (in pratica un’altra villa, ma troppo vicina per essere venduta separatamente) e poi eliporto, piscina, palestra, cantina, porticato, terrazze, sentierini romantici intagliati tra macchia mediterranea e siepi di pitosforo.

I 34 milioni sono trattabili ma alla fine quella cifra si spenderà lo stesso, perché tra infissi e giardino qualche cosa dovrà essere restaurato. L’arredo? Acquistabile come no, anche parzialmente. Alcuni pezzi sono di pregio. Il materiale informativo distribuito dell’agenzia immobiliare (c’è anche un sito su Internet) accompagna l’aspirante acquirente in una reggia dove i saloni, le logge, gli scaloni fanno onore al grande architetto Renzo Mongiardino che li firmò, come arredatore d’interni, qualche decina di anni fa. L’atmosfera è unica. Gli scorci panoramici senza eguali. Pare che se la stiano contendendo due grandi industriali, e un’offerta ritenuta congrua sia arrivata proprio la settimana scorsa.

«La più bella residenza del Mediterraneo», giurano all’immobiliare milanese, «e non date retta alle dicerie». Le dicerie raccontano della maledizione di Tutankhamen, perché villa Altachiara fu fatta costruire nel 1874 dall’egittologo lord Carnavon che ne aveva una identica vicino a Londra. Una nipote del nobile inglese precipitò dalla scogliera proprio come la contessa Agusta. Il banchiere Geronazzo, che l’aveva affittata nel dopoguerra, fallì. Il conte Agusta morì di malattia e decisamente troppo giovane, dopo essersi separato dalla moglie Francesca, nel 1985.

Fascino ulteriore, in realtà, perché ogni dimora storica che si rispetti ha a che fare con qualche fantasma. E poi: volete mettere? A fianco c’è Castel San Giorgio, la residenza estiva degli armatori Fassio, poco più sotto la villa Pirelli, ai piedi della collina il molo dove ormeggiano gli yacht dei vippissimi. L’agenzia: «Nel caso l’acquirente avesse la barca, non ci sono problemi per trovare il posto».

Proprietaria del paradiso è la milanese Dmc, che fino a tre anni fa era intitolata a Maurizio Raggio e Tirso Chazaro, i due uomini della contessa. Domanda: ci sono ipoteche? «Ci sono ipoteche, ma la villa sarà ceduta libera da gravami di qualsiasi tipo». Ci sono vincoli architettonici? «Non ci risultano». Ambientali? «No. Però fare abusi sul monte di Portofino, sotto gli occhi di tutti, ci pare difficile». Difficile pure applicare il futuro decreto Berlusconi per ingrandire i volumi del 20%, anche se non si può mai dire (alla fine dovrà pronunciarsi la Regione): in ogni caso, non bastano 40 stanze con zona ospiti e zona servitù, esclusa la foresteria?

Condonata a suo tempo la piscina, condonabile in futuro l’allargamento della strada che sale dal borgo al crinale e oggi è percorribile soltanto da autoveicoli speciali... Del resto: c’è l’eliporto, per arrivare e ripartire non visti, fatto costruire apposta dal conte Agusta che voleva provare personalemente i propri gioielli.

Andrà benissimo così anche per il nuovo proprietario, negli uffici dell’agenzia di Milano che si occupa esclusivamente di immobili di pregio ne sono sicuri: cosa sono, 34 milioni di euro, per volare direttamente in paradiso?

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti, IMMOBILMENTE è anche la tua voce, fatti sentire...
Chiunque ritenga di sentirsi in qualche modo danneggiato dalla presenza di link al proprio sito può chiedere la rimozione dei link o la modifica degli stessi, anche con una semplice e-mail a hardwaristaesoftwarista@hotmail.it