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12 novembre 2008

Fmi, in Italia banche e immobiliare meno colpiti (case calo di compravendite)

Le stime di crescita dell'Italia sono state riviste al ribasso ''a causa della flessione della fiducia nei mercati finanziari e del rallentamento della crescita in generale''. Ma l'Italia, nel complesso, sembra trovarsi in una posizione migliore rispetto ai partner europei, anche perche' il sistema bancario e' stato ''meno colpito''.

Lo ha detto Jorge Decressin, numero due del dipartimento economico del Fondo Monetario Internazionale, constatando che il taglio delle stime 2009 per l'Italia e' stato pari allo 0,4% a -0,6%, a fronte della riduzione dello 0,8% per la Germania, dello 0,6% per la Francia e dell'1,2% per il Regno Unito. ''Abbiamo rivisto le stime per l'Italia al ribasso per una caduta della fiducia nei mercati finanziari e per il rallentamento in generale della crescita - ha spiegato -. Ma a confrontare i dati 2008 e 2009 per l'Italia si vede che c'e' un rallentamento inferiore a quello di altri paesi, come, Francia, Germania e Gran Bretagna.

Il sistema bancario italiano e' stato meno colpito e il settore immobiliare non ha avuto in passato gli eccessi che si sono visti in altri paesi ma, d'altra parte in Italia c'e' un basso potenziale di crescita e problemi strutturali, fra i quali la bassa crescita della popolazione''.
Per il Fondo Monetario, l'immediato futuro economico ha tinte fosche: ''Nelle economie avanzate ci sara' recessione nel 2009'', ha annunciato il capo economista Olivier Blanchard. Il Fmi prevede una contrazione della crescita dello 0,3% nel 2009 e si trattera' della prima contrazione dal dopo guerra.

Intanto L'Ue guarda sempre piu' a strategie globali per affrontare la crisi in atto.''L'Europa deve pretendere che si arrivi a ''proposte concrete'' per la riforma del sistema finanziario mondiale ''entro cento giorni'' dal summit del G20 del 15 novembre a Washington''. A proporlo e' la presidenza francese dell'Ue, che oggi chiedera' al vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea un pieno mandato per trattare con i partner internazionali.

I campi d'azione su cui l'Europa chiedera' di agire sono: una maggiore regolazione dei mercati e una piu' efficace vigilanza su tutti i soggetti che vi operano; una maggiore convergenza delle regole contabili a livello internazionale; un sistema di certificazione delle agenzie di rating e rafforzare il ruolo del Fondo monetario internazionale.

Su quest'ultimo punto, la presidenza francese dell'Ue propone - sempre nella bozza - che l'Fmi diventi ''la principale organizzazione incaricata di vigilare sulla stabilita' finanziaria mondiale''.

La maggiore onerosita' dei finanziamenti e le politiche di razionamento del credito operate dalle banche, conseguenza della crisi finanziaria, avranno un effetto deprimente sul mercato immobiliare.
La previsione e' del centro studi economici Nomisma, che per il 2008 stima un calo di 90.000 compravendite per il solo comparto residenziale, mentre per i prezzi e' atteso un calo medio in termini reali tra il 3 e il 5% rispetto al 2007. Gia' nel primo trimestre 2008, la richiesta di mutui immobiliari nel settore residenziale e' calata (-1,3%) rispetto al trimestre precedente.
Non succedeva da dieci anni. Quest'ultimo e' un effetto - spiega il centro studi bolognese - dovuto in prevalenza agli alti tassi di interesse oltre che ad un atteggiamento prudente delle banche italiane.

La diminuzione delle compravendite sara' piu' consistente nelle grandi citta', con cali dal 5 all'8%. In questo quadro di ''fragilita' e incertezza'', testimoniato dall'aumentata propensione alla liquidita' degli investitori - secondo Nomisma - solo un ulteriore allentamento della politica monetaria risulterebbe in grado di attenuare vincoli che limitano molto la capacita' di spesa delle famiglie.

In particolare, l'entita' degli interventi dovra' tenere conto della gradualita' con cui, nell'attuale situazione di crisi finanziaria, l'Euribor (il riferimento dei mutui a tasso variabile) si adegua alla riduzione del tasso ufficiale di sconto.
Secondo Nomisma, quest'anno le sofferenze immobiliari (relative all' allungamento dei tempi di pagamento dei mutui o addirittura l'impossibilita' di farvi fronte da parte delle famiglie) arriveranno a superare i sette miliardi, raggiungendo il 2,5% delle attuali consistenze.

Il centro di studi economici definisce quindi ''sottodimensionato'' il dato di 5,6 miliardi di sofferenze riconducibili al settore immobiliare elaborato da Bankitalia.
''L'Italia puo' dirsi salva da una crisi finanziaria endogena, ma resta evidentemente esposta al tracollo finanziario statunitense, nonche' fragile per una economia reale che restituisce segnali di recessione'', commenta ancora Nomisma nel suo studio sul credito nel mercato immobiliare, sottolineando che ''gli effetti della stretta creditizia scaturita dalla crisi finanziaria sono allarmanti, ancorche' parzialmente celati da un sistema di rilevazioni ufficiali che non consente di cogliere appieno l'entita' della trasformazione in atto''.