Il sogno dei milanesi — la casa di proprietà — si infrange sugli scogli del caromutui. Chi ha comprato sempre più spesso si rende conto di avere peccato d'ottimismo. E appende al portone il cartello «vendesi». Il dato più preoccupante è fornito dal tribunale di Milano e riguarda le esecuzioni immobiliari. Rispetto al 2007 gli alloggi messi all'asta perché il proprietario non fa fronte agli impegni (il mutuo o altro) sono aumentati del 18%. Per la precisione, 1.675 esecuzioni immobiliari dal primo gennaio al 31 agosto 2007, 1.974 nello stesso periodo di quest'anno. Molte famiglie non aspettano la resa dei conti con la banca. Vendono prima. «Sette-otto mesi fa è cresciuto in modo consistente il numero dei milanesi che si sono rivolti a noi per cedere la seconda casa comprata pochi anni fa. La motivazione? Sempre la stessa: il mutuo troppo pensante», racconta Guido Lodigiani, responsabile ufficio studi Gabetti. Ma non è finita. «Da qualche mese il fenomeno ha cominciato a coinvolgere anche le prime case — continua Lodigiani —. Sempre più spesso i milanesi vendono per tornare all'affitto ». Secondo l'Istat il 14,5 per cento degli italiani proprietari di casa deve onorare un prestito sull'immobile. Non esistono rilevazioni ufficiali ma il dato a Milano e Roma è sicuramente molto più elevato.
«Perché lo stesso appartamento intorno al Duomo costa molto più che a Salerno. E poi perché nelle grandi metropoli c'è il più alto ricambio di residenti», spiega Armando Borghi, direttore del master sul mercato immobiliare dell'università Bocconi. «Chi ha comprato due-tre anni fa e oggi vuole vendere difficilmente riuscirà a recuperare tutto l'investimento — avverte Borghi —. I prezzi hanno cominciato a scendere e il ridimensionamento continuerà per tutto il 2009». E il fenomeno delle esecuzioni immobiliari? «Prevedibile — osserva Borghi —. Negli anni scorsi le banche hanno concesso prestiti con maggiore facilità. Spesso hanno anche aumentato la percentuale di finanziato rispetto al valore dell'immobile. Adesso il vento è cambiato e cercano di rientrare».
La difficoltà delle famiglie a far tornare i conti per colpa della casa è confermata anche da un'indagine Tecnoborsa (società Unioncamere). Un terzo di chi ha venduto un immobile nel 2006-2007 lo ha fatto per bisogno di soldi e non per reinvestire. Tra chi intende vendere tra 2008 e 2009 la percentuale è sale al 43%. «C'è di positivo che, visto il livello attuale dei tassi d'interesse, l'affitto sta diventando più conveniente del mutuo», fa notare Borghi della Bocconi. Ciò non toglie che le pigioni restino elevate. Al punto che continuano a crescere gli sfratti per morosità. «Se un inquilino su dieci nelle case popolari non paga l'affitto al punto da mettere in difficoltà i conti del Comune è arrivato il momento di interrogarsi», riflette Stefano Chiappelli del Sunia. Mentre il Sicet va oltre: «Il 78 per cento degli sfratti convalidati a Milano nel 2007 è dovuto alla morosità — fa il punto Leo Spinelli —. Bisogna avere il coraggio di tornare a un regime di affitti contrattato».





