Con il crollo dei mutui arrivano gli speculatori sui fallimenti e l’euro forte aiuta.John Sommerville non lo sa, ma l'Economic and Demographic Research della Florida dice che questa «è la più drammatica crisi immobiliare dai tempi della Great Depression, nel '29 del secolo scorso». John, che non lo sa, ci aveva puntato molto, sulla sua nuova casa. Due camere da letto, il salone ampio e tutto luce, e poi la splendida vista sulla baia, con laggiù, nell'orizzonte, la striscia di sabbia bianca di Miami Beach. Davvero un bell'investimento, 860.000 dollari avuti in mutuo dalla sua banca al 90% del capitale. Lui era arrivato a Miami quattro anni fa, il mercato tirava da matti, i grattacieli venivano su come a Manhattan, e la «bolla» (i giornali la chiamavano così), la gigantesca speculazione immobiliare che aveva portato in cielo il prezzo delle case, sembrava una favola come tante, da leggerla senza crederci molto. In banca non avevano fatto granché di storie, lui aveva un buon credito, un buon lavoro, il finanziamento era stato poco più d'una semplice formalità.
Al mattino, prima di andare in ufficio, John faceva una rapida nuotata nella piscina del decimo piano, e al pomeriggio, dopo il lavoro, chiudeva con una sgroppata di un'ora nella palestra del quarto piano; poi la sauna, la doccia, e via a fare un giro nei bar di Ocean Drive. Lavorava come manager delle vendite d'una catena di supermercati di New York, il denaro andava facile, e da ogni parte d'America pareva che tutti volessero comprare un appartamento nei nuovi condomini di Miami Beach, che venivano su in sei mesi, un grattacielo dopo l'altro. La sua girlfriend, Laura, arrivata da un paesino italiano, una excameriera di bar che s'era trasformata in agente immobiliare, con i contratti che aveva chiuso in quattro anni s'era potuta comprare una townhouse da 800.000 dollari.
Oggi Laura, ch'è stata più furba, si tiene ancora stretta la propria villa, ma John ha dovuto lasciare il suo «condo » tutto luce e vista sulla baia. La sua società ha chiuso la filiale in Florida e lui aveva scialato troppo negli anni facili; ora non aveva più i soldi per pagare la rata del mutuo, che intanto era cresciuta fino quasi a triplicare, da 335 dollari mensili a 1.450 dollari. L'altra mattina lo sceriffo (anzi la sceriffa, era una donna) ha suonato alla porta: lui non c'era, se n'era tornato a New York, e la sceriffa ha fatto mettere i mobili per strada. E' un fallimento, qui si chiama «foreclosure », ed è diventata la parola che sta angosciando mezz'America. Con il foreclosure la banca si riprende l'appartamento e lo mette in vendita, tentando di recuperare una parte del credito concesso con il mutuo. E tu, t'arrangi.
A Miami, in questo momento ci sono 20.000 appartamenti vuoti, condo appena costruiti che non trovano più acquirenti o condo che sono in «foreclosure». Con l'esplosione dei mutui facili (i sub-prime) che da alcuni mesi va scuotendo i mercati finanziari di tutto il mondo e apre la strada a una recessione che pare inarrestabile, la «bolla» dei prezzi gonfiati e dei condo comprati sulla carta per farci una ricca speculazione è scoppiata in ogni angolo d'America, a New York, in California, nel Maine, a Chicago. Non è solo la Florida, nel disastro generale John è appena un numero. Dice Mark Zandi, economista capo di Moody's Economy.com: «E' la più grave recessione dal tempo della Seconda guerra mondiale».
In America, in questo momento ci sono più di 4 milioni di case in vendita, ma ben 2,6 milioni di queste sono vuote; le hanno costruite al tempo della «bolla», ora aspettano un compratore. Dicono a International Realtors: «La media di tempo che passa tra offerta e vendita era di un paio di mesi al massimo; adesso ce ne vogliono almeno 10, di mesi, e in Florida si arriva fino a 20 mesi ». Il mercato fatica, è stanco per la corsa troppo rapida; deve tirare il fiato. E le occasioni per i compratori che hanno un capitale da investire si vanno facendo più allettanti. La caduta media dei prezzi gira attorno al 10%, ma s'arriva anche al 20 e ci sono occasionissime che cominciano ad allettare gli investitori europei, i tedeschi, i francesi, gli italiani (soprattutto in Florida e a New York). In queste settimane un investitore comasco ha acquistato 11 appartamenti a Miami Beach. I voli per Miami, in questo periodo sono sempre completi. Viaggiano molte valigette di dollari, con quel favoloso cambio dell'euro che gira sull'1,50.
Le occasionissime vengono, naturalmente, dal mercato del foreclosure. S&P/Case-Shiller calcola che più d'un milione di proprietari in questi mesi stanno perdendo la loro casa, finiscono con i mobili sul lastrico, proprio come John Sommerville. Un'alternativa è lo «short sale»: il proprietario che non riesce più a pagare un mutuo concorda con la banca di vendere l'appartamento a un prezzo inferiore alla somma presa in prestito; la banca si prende i soldi, quanti che siano, cancella il resto del debito, e (l'ex) proprietario si trasforma in inquilino, se il nuovo padrone lo vuol tenere. Il ministro del Tesoro, Henry Paulson, ha varato un piano di aiuti, per sostenere il rifinanziamento del mutuo o agevolare lo «short sale», ma intanto i foreclosure si fanno inarrestabili. I mutui facili erano arrivati fino al 60% del totale: ti facevano comprare la casa senza nemmeno un dollaro di garanzia. Ma ora è finita.
Brickell Street, un viale di grandi alberi e di grattacieli che neanche a Manhattan, l'autentico «financial district » di Miami, è lo specchio amaro di questo crollo. Peter Zalewski, boss della società Condo Vultures, ora lo chiama il «foreclosure district». Il grattacielo «Club at Brickell Bay», quello dove John aveva il suo splendido appartamento oggi è l'edificio con il più alto numero di condo in foreclsoure, per un debito complessivo impagato di 42 milioni di dollari. Il «Vue at Brickell», che gli sta a lato, ha 65 appartamenti in foreclosure, più del 20% nei suoi 36 piani, per un valore del debito che è il più alto di tutta Miami: 60,7 milioni di dollari. Dice Zalewski: «Si tratta, per la maggior parte, di gente che sta perdendo davvero la casa, piuttosto che di speculatori che hanno sbagliato la scommessa». In tutta l'area, i mutui non pagati superano i 271 milioni di dollari. «Questa è davvero una bella fiaba per i compratori ». Un condo che a giugno del 2006 era stato acquistato per 430.000 dollari, ora era in offerta per un «short sale» ad appena 220.000 dollari, la metà, una pacchia per chi i soldi li ha.
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