ricerca immobili

3 maggio 2007

Si continua a parlare di bolla speculativa…

Ancora in questi giorni leggiamo sui giornali segnali di crisi del mercato immobiliare, spesso con titoli che inducono al panico. Ad esempio oggi, possiamo trovare le notizie relative alla borsa spagnola, dove le società quotate del settore immobiliare hanno mandato in fumo 7 miliardi di euro, con una perdita del 17%. Dove sta la verità? è ovvio che i giornali da un lato tendono a titolare i propri articoli in modo tale da suscitare l’attenzione del lettore e, viceversa, il blog di una società operante nel settore immobiliare ha presumibilmente tutto l’interesse a sostenere il contrario. In effetti noi non crediamo che si possa parlare di bolla speculativa nel nostro paese. Per dimostrarvelo, però, vogliamo citare Nomisma, società bolognese operante come osservatore del mercato immobiliare. Se si prende in considerazione l’Europa, secondo Nomisma i paesi più “a rischio bolla” sono quelli in cui i prezzi nell’ultimo decennio sono saliti di più. E tra essi, non tutti sanno che l’Italia non è affatto al primo posto (per approfondimenti vedi la “classifica” contenuta sul Sole 24 ore pubblicato oggi nell’articolo di Paolo Dezza Torna il terrore che scoppi la bolla speculativa). In particolar modo, nel 2006 i prezzi in Italia sono saliti “solo” del 6,2% su base annua, mentre in Belgio, Spagna, Irlanda e Svezia di oltre 10 punti percentuali.
Le tendenze che registriamo come Gruppo per il 2007 sono quindi di una crescita moderata sia nel comparto residenziale che in quello commerciale. Il Gruppo Toscano Spa ha infatti dato il via al 2007 con il raggiungimento di risultati molto positivi, che vanno a confermare la tesi finora sostenuta. Il numero complessivo delle intermediazioni effettuate nel primo trimestre dalla nostra rete ha evidenziato un tasso di crescita del 7% circa . Questo dato è rafforzato da un incremento di fatturato ancora più interessante. Questi due indicatori confermano che il mercato è stabile, nonostante le difficoltà legate ad un aumento dei tassi e a un rallentamento dei tempi medi di vendita.
Niente bolla speculativa quindi, ma un mercato riflessivo, che si avvia alla sua fase di maturità.
da Centro Studi Toscano

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