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8 maggio 2007

Mutui, penali più leggere

L’Abi e le associazioni dei consumatori hanno raggiunto un’intesa che prevede la riduzione delle penali per l’estinzione anticipata dei mutui accesi prima dei provvedimenti promossi dal ministro Pierluigi Bersani. E per chi ha estinto il mutuo in questo periodo, sono previsti rimborsi.
Penali di estinzione anticipata, si cambia. Grazie all’accordo firmato il 2 maggio tra l’Associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori, infatti, chi vorrà ora estinguere un mutuo sottoscritto prima dell’entrata in vigore della legge Bersani potrà risparmiare sui costi, e per coloro che avessero estinto il mutuo in questo periodo, le maggiori somme versate saranno rimborsate sulla base del nuovo ammontare delle penali. Queste, infatti, sono state drasticamente ridotte e variano ora da un minimo dello 0,50% a un massimo dell’1,90% a seconda della data di sottoscrizione del mutuo e del tasso, e per gli ultimi due anni prima della scadenza la penale è abolita.
L’accordo interessa 3,5 milioni di mutui accesi tramite banche e altri soggetti che offrono mutui, anche se coloro che effettivamente ricorrono all'estinzione anticipata sono una minoranza (il 5-7% del totale).
Cosa è realmente cambiato per tipologia.

Mutui stipulati fino al 31 dicembre 2000
La scaletta delle penali varia dunque a seconda della data di sottoscrizione del mutuo. Per quelli più vecchi, ossia sottoscritti prima del 2001, l’accordo prevede una penale unica dello 0,50% a prescindere che si tratti di tasso fisso, variabile, o misto. Questa penale è ridotta allo 0,20% per il terzultimo anno di vita del mutuo, mentre negli ultimi due viene abolita. È prevista, inoltre, una clausola di salvaguardia in base alla quale per i mutui che già oggi prevedono penali al di sotto dello 0,50% scatta comunque una riduzione di 0,25% nel caso di tasso fisso, mentre la penale viene abolita nel caso di mutuo a tasso variabile.

Mutui stipulati dal 1° gennaio 2001
In questo caso l’accordo prevede penali differenziate a seconda dell’indicizzazione. Per i mutui a tasso variabile e misto resta fissato lo 0,25% come tetto massimo, lo 0,20% per gli ultimi tre anni, e l’abolizione della penale per gli ultimi 24 mesi. La clausola di salvaguardia prevede un ulteriore taglio della penale per i mutui per i quali fosse già più bassa del nuovo tetto massimo, pari a 0,15 punti. Per i mutui a tasso fisso, invece, la penale massima è fissata all’1,90% nel caso in cui l’estinzione anticipata avvenga nella prima metà di durata del mutuo, per passare poi all’1,50% per la seconda metà del mutuo. Inoltre, anche per questi, nel terz’ultimo anno la penalità scende allo 0,20% ed è a costo zero per gli ultimi due anni. Per quel che riguarda la clausola di salvaguardia, per i mutui con una penale attuale pari o superiore all’1,25% questa è di 0,20 punti. Per i mutui con penale inferiore, invece, passa a 0,15 punti come per i mutui a tasso variabile.

Cosa fare ora
Concretamente chi ha deciso di rinegoziare un mutuo potrà ora farlo sulla base delle nuove penali. Questo vuol dire che, a prescindere da ciò che è stato originariamente inserito nel contratto, la banca sarà tenuta ad applicare quanto stabilito nell’accordo datato 2 maggio. Per questo non servirà nessuna ulteriore richiesta, l’applicazione delle penali sarà automatica e senza alcun costo aggiuntivo, neanche per la comunicazione al cliente. Lo stesso per chi ha già avviato la trattativa, ma non ha ancora pagato: avrà diritto al ricalcolo del costo in base ai tetti massimi fissati dall’accordo.

Entro il 31 maggio richiesta di rimborso per chi ha già pagato
Chi invece ha estinto il mutuo nel periodo che va da 2 febbraio ad oggi 2 maggio, ha diritto al rimborso perle penali più elevate eventualmente pagate. Per questo occorre presentare un’apposita richiesta di rimborso in banca. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva che dovrà contenere i dati relativi al mutuo estinto e che dovrà essere consegnata allo sportello entro il prossimo 31 maggio.

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