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19 luglio 2009

Intascarono caparre per alloggi mai costruiti

La vicenda risale ad alcuni anni orsono. I due si fecero consegnare da clienti caparre per quasi due miliardi delle vecchie lire per l’acquisto dii appartamenti nel cuneese che non vennero mai ultimati

Per circa quattro anni, tra la primavera del 1998 e l’autunno del 2001, avevano operato nel settore immobiliare vendendo sulla carta a decine di savonesi abitazioni in diverse località piemontesi, la cui costruzione in realtà non venne mai ultimata. E al momento della stesura del compromesso di acquisto chiedevano ovviamente una caparra che non è mai più stata restituita. Oltre una trentina le persone truffate, per un importo complessivo che arriva a sfiorare i due miliardi delle vecchie lire.

La vicenda risale come detto al periodo compreso tra il 1998 e il 2001, quando Andrea Angone e Gabriele Giordano erano responsabili dell’“Arcadia Amg Srl”, un’agenzia immobiliare che oltre ad occuparsi dell’affitto e soprattutto della compravendita di alloggi in Liguria e in modo particolare in Piemonte, stava cercando di muovere i primi passi anche nel settore delle costruzioni.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della polizia giudiziaria ai quali il sostituto procuratore della Repubblica Chiara Maria Paolucci aveva affidato le indagini, i due agenti immobiliari tra la primavera del 1998 e l’autunno del 2001 avrebbero effettuato una serie di compromessi di vendita per alloggi che errano in fase di costruzione in varie località del cuneese. A Fossano in particolare, ma anche a Guarene e soprattutto a Vernante, a due passi dalle località sciistiche più amate dai savonesi.

I clienti degli agenti immobiliari che alla fine finirono con il versare l’acconto per l’acquisto di un immobile (acconti che variavano tra i quaranta e i centocinquanta milioni di lire) la cui costruzione alla fine non venne mai ultimata, furono oltre una trentina. La “Arcadia Amg Srl” infatti fallì, con i due titolari che, almeno secondo l’accusa, riuscirono a distrarre dal fallimento una somma ingente. Molto vicina, sembra, ai due miliardi delle vecchie lire. A quel punto a coloro che avevano versato l’acconto per l’acquisto di un alloggio in Piemonte non restò altro che rivolgersi all’autorità giudiziaria e denunciare i due agenti immobiliari. «Angone e Giordano - sottolinea il pm Paolucci - hanno intascato ingenti somme di denaro per la realizzazione degli alloggi pur sapendo che l’impresa era impegnata in altri cantieri». «Gli alloggi sono stati cominciati - replica il difensore Paolo Brin - è stato il fallimento a bloccare tutto».

Nuova casa del premier in Sardegna

Nell'isola possiede 120 etta­ri, pa­ri al doppio della Città del Vatica­no o metà Principato di Monaco

PORTO ROTONDO (Olbia) — Con sei assegni circolari Mps datati «Segrate 6 maggio 2009», Silvio Berlusconi si è regalato un altro piccolo spicchio di Costa Smeralda: una villetta unifamilia­re senza pretese (appena 400 me­tri quadrati) sopra Porto Roton­do con un modesto parco di alcu­ne migliaia di metri quadrati e di­stanza pedonale dalla faraonica Villa Certosa. In effetti i circa due milioni di euro pagati dal Cavaliere per Vil­la Barbagli non sono molti di più di quanto speso per realizzare la stalla dei cavalli nella residenza di Macherio, dove vive la moglie Veronica Lario.

A vendergli questa comunque bellissima proprietà sarda, che però richiede una profonda ri­strutturazione, sono stati Ales­sandra e Davide Barbagli, 27 e 33 anni, figli di Piero, patron di un gruppo di emittenti locali e altri­menti noto come il Berlusconi di Toscana, ma con Tv anche in Sar­degna (curiosamente alla guida di alcune società dell’arcipelago Barbagli ci sono «manager» di 95 e 88 anni). Berlusconi, utilizzando la sua società Immobiliare Idra, quella che possiede quasi tutte le resi­denze di famiglia , ha acquistato l’immobiliare dei due fratelli pro­prietaria della villa. E l’affare si è concluso, appunto, il 6 maggio, davanti a un notaio di Milano, 20 giorni dopo che i Barbagli aveva­no ottenuto le ultime cinque con­cessioni in sanatoria dal Comune di Olbia. Ma la caparra da 150mi­la euro era stata pagata fin da gen­naio.

Il contratto prevede che i due fratelli abbiano «il diritto di mantenere nell’ambito della pro­prietà immobiliare l’antenna tele­visiva fino al 31 luglio». E dalla vegetazione si vede spuntare un antennone «industriale». La politica immobiliare di Ber­lusconi in Sardegna è semplice: comprare il comprabile intorno a Villa Certosa, sia per isolare an­cor di più la proprietà, tutelando­ne la privacy, sia per creare tante residenze satelliti dove ospitare chi non trova posto a Certosa. Il risultato è che al catasto di Olbia il presidente del Consiglio risulta avere proprietà per oltre 120 etta­ri, che significa un’estensione pa­ri al doppio della Città del Vatica­no o metà Principato di Monaco.

18 luglio 2009

Las Vegas, crisi per il nuovo complesso immobiliare


Il mercato immobiliare statunitense continua a sbriciolarsi, come ho detto in diverse occasioni questo non è il periodo ideale per acquistare una casa o fare investimenti a lungo termine. L’ultimo progetto immobiliare di lusso che cade nello strapiombo a causa di una richiesta molto scarsa è quello del City Center di Las Vegas.

Questo lussuosissimo stabilimento progettato da MGM Mirage a Las Vegas che era partito con tanti buoni propositi adesso si trova ad affrontare problemi finanziari e come se non bastasse i proprietari che avevo già firmato i contratti adesso si appellano alla società per una riduzione del prezzo in relazione agli standard del momento, visto che le stesse case adesso verrebbero vendute ad un prezzo inferiore, almeno il 30% meno.

Il progetto, dal valore di 8,4 miliardi di dollari, comprende 5.000 stanze d’albergo e 2.440 condomini che sorgono in torri molto lucenti molto in stile Dubai. Il complesso avrà anche un sistema di parchi pubblici ed un edificio con molti negozi e attività tra cui anche cinema e teatri.

I prezzi per un appartamento variano dai 600.000 dollari per una piccola unità studio ai 9 milioni di dollari per gli appartamenti più grandi. Bellissimo complesso,sempre che venga effettivamente completato e che gli appartamenti vengano piazzati.

Progettare il bagno on line


Il bagno si fa online. Villeroy & Boch ha inaugurato un nuovo servizio sul suo sito: sarà possibile progettare e arredare il proprio bagno in pochi e semplici passaggi.
Grazie a un’interfaccia facile ed intuitiva si crea in sei step il proprio spazio wellness: dopo aver definito misure, porte e finestre dello spazio, si scelgono sanitari, arredi e rivestimenti, creando combinazioni diverse con l’ampia gamma dei prodotti del catalogo di Villeroy & Boch.
Il programma effettua dei calcoli precisi per impedire di fare errori nella progettazione della stanza.
Il progetto finale, visibile anche in 3D, può essere inviato via mail per un preventivo e una consulenza approfondita. www.villeroy-boch.com

17 luglio 2009

TERRANOSTRA LOMBARDIA - La città si sposta in campagna: oltre 350 agriturismo sul satellitare

Milano, 10.07.2009 - Il mondo rurale si adegua al progresso tecnologico, le città si spostano in campagna, almeno per le vacanze.

Per favorire il rapporto con cittadini e consumatori, Terranostra Lombardia, l’Associazione per l’agriturismo, il territorio e l’ambiente, promossa da Coldiretti, ha realizzato un importante progetto che consente l’inserimento delle coordinate satellitari degli agriturismo lombardi, su tutti i principali tipi di navigatori.

Da oggi infatti è possibile scaricare dal sito www.lombardia.coldiretti.it i file da installare sui principali navigatori satellitari, che consentono di visualizzare l’elenco delle aziende agrituristiche, di selezionarle e di raggiungerle comodamente seguendo il percorso guidato.

Vivere la natura in maniera sostenibile, grazie ai nuovi equilibri tra ambiente, agricoltura, turismo e cultura. Questa è l’opportunità offerta dai nostri agriturismo. Valorizzazione del mondo rurale, riscoperta delle tradizioni, salvaguardia del patrimonio paesaggistico, sono i valori che stanno alla base delle attività delle nostre aziende.

Per saperne di più sugli agriturismo lombardi è online il sito www.lombardia.campagnamica.it che offre la possibilità di riscoprire luoghi, colori, sapori e profumi della nostra splendida regione.

Ravenna: immobili venduti due volte, condannato imprenditore gambettolese


RAVENNA - Era accusato di aver venduto due appartamenti a Lido di Savio a due acquirenti diversi. Il tribunale di Ravenna ha condannato ad un anno di reclusione, coperto da indulto, con l'accusa di truffa il noto imprenditore immobiliare e politico gambettolese Cesarino Soldati, mentre è stato assolto dal capo d'imputazione di appropriazione illecita per la quale erano scaduti i termini di presentazione di denuncia.
L'avvocato difensore, Massiliano Nicolai, ricorrerà in appello. Tutto ha avuto inizio nel 2003. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, l'imputato aveva promesso con una scrittura privata la vendita di due immobili di Lido di Savio ad una società al prezzo di 309.874 euro. Il legale rappresentate fornì una caparra di 30.900 euro. Il resto della somma doveva esser saldato in otto rate entro il 30 giugno dell'anno successivo, quando era prevista la consegna degli immobili e la firma del contratto.
Ma, secondo la ricostruzione dell'acquirente, l'imprenditore immobiliare non consegnò gli immobili come previsto dall'accordo, trattenendosi cinque delle otto rate versate e la caparra.
La società decise di querelare il gambettolese quando scoprì la cessione dei due immobili ad un altro acquirente. Giovedì l'epilogo della vicenda con la condanna dell'imprenditore ad un anno di reclusione per truffa, estinti dall'indulto.

16 luglio 2009

Nuove occasioni per investire in immobili a Capo Verde

Capo Verde è ancora tra i paesi che offrono molte occasioni agli investitori immobiliari. Oltre ai recenti investimenti pubblici relativi alle infrastrutture, Capo Verde è entrato recentemente tra i paesi con beni di grande valore universale, grazie al riconoscimento dell'Unesco che ha definito Cidade Velha patrimonio universale.

Boavista, 10/07/2009 (informazione.it - comunicati stampa) All'inizio di giugno, il Daily Mail ha collocato Capo Verde tra i paesi che offrono molte occasioni agli investitori immobiliari.
Caretteristiche climatiche, spiagge di sabbia bianca, molte attività sportive, ma soprattutto la vicinanza all'Europa (solo 5,30 ore di volo dall'Italia), ne fanno destinazione vacanziera di primo livello, tutta da scoprire.
Un investimento immobiliare in questo momento potrebbe essere la scelta giusta visto il continuo sviluppo di Capo Verde in questi anni.

A questo, si aggiunge che a Capo Verde si stanno effettuando investimenti su vasta scala nelle infrastrutture, sia per le strade, sia per i porti. Ciò rientra in un importante pacchetto di investimenti pubblici volti a rafforzare l'economia dell'arcipelago.

Un ulteriore notizia positiva, con conseguenze anche per il mercato immobiliare e turistico, è la decisione dell'UNESCO di iscrivere Cidade Velha, ora Ribeira Grande, tra le località riconosciute come Patrimonio Mondiale. Questo segna l'ingresso di Capo Verde tra le comunità internazionali con beni di grande valore universale.
Cidade Velha è stato il primo avamposto coloniale europeo nei Tropici. Situata nel sud dell'isola di Santiago, la città mantiene alcune strade originali, i resti di due chiese, una fortezza reale e la piazza centrale con la sua colonna in marmo decorato del 16° secolo.

Per ulteriori informazioni potete contattare: info@boavista2000.com

Bari, difficile situazione dell’immobiliare


Un report periodico dell’Osservatorio Mercato Immobiliare della locale Agenzia del Territorio sostiene che il mercato immobiliare barese e pugliese stia attraversando una difficile congiuntura negativa, contraddistinta da tempi sempre più lunghi per la conclusione delle transazioni, e prezzi che - nonostante l’altalenante domanda - faticano a decrescere.
Una situazione complicata, nella quale non si riesce a prevedere con precisione una via d’uscita.
In particolar modo, la contrazione delle operazioni di compravendita immobiliare a Bari sarebbe stata di poco inferiore del 16%.
Tra le zone più gettonate nel capoluogo pugliese, vi sarebbe la zona del Policlinico (con 442 compravendite nel 2008), seguita da Libertà (387) e l’area di Poggiofranco (317).

15 luglio 2009

Case di Stato un business da 4,7 miliardi

Al via la valorizzazione degli immobili del Demanio.
Solo ad aprile incassati 10 milioni con le vendite
Stefano Cosenz
ROMA
Dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalle vecchie caserme, alle miniere - ormai abbandonate - dell’Isola d’Elba, da Palazzo Chigi al Quirinale.
Il portafoglio immobiliare dello Stato italiano ammonta a 78 miliardi di euro, dice la stima aggiornata a maggio del 2009 che il direttore dell’Agenzia del Demanio Maurizio Prato ha consegnato di recente alla commissione Finanze del Senato.
Negli ultimi anni l’Agenzia, subentrata nel 2001 al Dipartimento del territorio del Ministero delle Finanza, ha lavorato al censimento di questo immenso patrimonio, oltre 30 mila tra terreni e immobili. Nel frattempo è partito un piano per «valorizzare» 11.500 di questi. Valgono complessivamente 4,7 miliardi di euro, l’Agenzia ha diversi strumenti per farli rendere: le vendite, le permute e, appunto, le «valorizzazioni».

Gli altri beni non si toccano: ci sono gli immobili di uso governativo, come il Quirinale e Palazzo Montecitorio e quelli che appartengono al patrimonio artistico del Paese, come il Colosseo o la Reggia di Caserta.
Il piano vendite prosegue a pieno ritmo (10 milioni di euro incassati ad aprile scorso), 40 milioni di euro la base d’asta di quelli messi all’incanto a giugno. La «valorizzazione» - meccanismo introdotto con la Finanziaria 2007 - è partita da circa un anno. Si tratta di concessioni che durano da un minimo di 19 ad un massimo di 50 anni fatte a investitori privati.
Questi ultimi si impegnano a riqualificare gli edifici, in molti casi non più utilizzati, per destinarli ad altri scopi: culturali, commerciali, turistici. Nell’elenco di sono palazzi, terreni, torri, fari, edifici militari che hanno un valore commerciale alto ma richiedono una ristrutturazione completa.
Al Senato Prato si è soffermato soprattutto sulla valorizzazione del demanio marittimo, che - essendo gestibile interamente dalle regioni - può rappresentare «la prima occasione del federalismo».

Una villa nel Fiorentino
Intanto, già un anno fa si è concluso l’iter per l'aggiudicazione della concessione di Villa Tolomei, una vecchia dimora di grande pregio storico e artistico sulle colline di Marignolle nei pressi di Firenze. Ricca di affreschi, stucchi e sculture che risalgono alla fine del ‘700, è stata data in affitto a un gruppo di imprese (Isotel, Exen e Sogea). Per affittarla hanno offerto il doppio del canone stabilito come base d’asta.
Il progetto presentato per riqualificare la villa trasformerà in un grande albergo di lusso i sette differenti edifici di Villa Tolomei, per un totale di 3.500 mq interni circondati da 17 ettari di parco: 40 camere, ristorante, centro benessere. Naturalmente il progetto prevede il rifacimento totale degli impianti per minimizzare il consumo energetico.

Dopo l’esercito
Gli ex immobili della Difesa sono in tutto circa quattrocento. A partire dal 2007 sono stati siglati i primi protocolli d’intesa con i Comuni italiani per il loro recupero e riconversione. Per esempio il Comune di Torino è riuscito a recuperare le risorse finanziarie necessarie per l’acquisto della Cavallerizza Reale, che ora verrà recuperata e quindi restituita alla città.
Per questo tipo di immobili si è aperta una nuova procedura: la Difesa potrà operare su alcune caserme autonomamente, valorizzandole con accordi sul territorio per vendite dirette. E qui si torna all’occasione di «federalismo» citata da Prato durante la sua relazione sull’attività dell’Agenzia.

Gli enti locali
Altro strumento nato dalla Finanziaria 2007 sono i Programmi Unitari di Valorizzazione (PUV), studiati pianificare la riqualificazione di patrimoni immobiliari pubblici situati nello stesso territorio, razionalizzando tutti gli interventi in progetti di ampio respiro. Ai Puv possono aderire enti locali, quali la Regione e la Provincia, o enti pubblici come le Camere di Commercio e le aziende sanitarie, che possono a loro volta mettere a disposizione immobili di loro proprietà. Una volta valutate e approvate le nuove destinazioni d'uso stabilite dagli enti locali, l’Agenzia del Demanio provvede a preparare bandi di gara per i privati e si occuperà anche delle verifiche necessarie nelle diverse fasi degli interventi di ristrutturazione e riqualificazione.

Vista mare
Il prossimo appuntamento per gli investitori sarà la nuova vendita pubblica indetta dall’Agenzia per l’area di Vigneria all’isola d’Elba, una miniera abbandonata nel Comune di Rio Marina.
Il lotto che andrà all’asta è composto da terreni, fabbricati civili e industriali e strade, con una superficie totale di circa 6 ettari, proprio di fronte al mare. La destinazione d’uso è già stata decisa, e trattandosi di un terreno che si affaccia sulla costa orientale dell’isola d’Elba, non è stato difficile trovarla. Anche qui nascerà una grande struttura turistica: la cubatura realizzabile è di circa 45.700 metri.
L’acquirente dovrà recuperare l’ex-miniera sia dal punto di vista ambientale che da quello dell’economia locale. Con l’albergo bisognerà realizzare anche servizi culturali e sportivi che per Rio Marina: anche gli abitanti del comuneavranno da guadagnarci. Il prezzo a base d’asta è stato fissato 8,88 milioni di euro, cifra ridotta rispetto agli 11 milioni richiesti nella precedente asta andata deserta. Sembrava una cifra ragionevole, ma anche per lo Stato banditore è tempo di crisi.